Gli interventi chirurgici per il trattamento del tumore ovarico

Cos’è il tumore ovarico

Il tumore ovarico è un particolare tipo di neoplasia che interessa le ovaie, ovvero gli organi riproduttivi femminili. Come tutti gli altri tumori, anche quello ovarico è dovuto a una riproduzione smodata di cellule (in questo caso le cellule ovariche): quando queste diventano maligne, raggiungono altri organi formando le metastasi e causando danni sempre più consistenti all’organismo.

Il tumore ovarico può colpire tutte le donne: per questo motivo è sempre bene tenere d’occhio i segnali inviati dal proprio corpo ed effettuare uno screening periodico per valutare se ci siano manifestazioni della malattia.

Cosa fare in caso di tumore ovarico

Qualora la diagnosi dello screening risulti positiva, bisognerà correre ai ripari mediante intervento chirurgico. La chirurgia è fondamentale per il trattamento del tumore ovarico, in quanto grazie ad essa è possibile asportare tutte le escrescenze maligne e bloccare la proliferazione delle cellule cattive.

Data la delicatezza di questa patologia, è necessario che l’intervento chirurgico venga effettuato da un professionista ginecologo e oncologo. In caso di buona riuscita dell’operazione (se il tumore viene asportato completamente), la paziente può sopravvivere senza ricadute anche per diversi anni.

I vari tipi di intervento

In base all’avanzamento del tumore ovarico e all’età della paziente, è possibile scegliere tra diversi tipi di intervento chirurgico:

  • chirurgia conservativa;
  • citoriduzione primaria;
  • citoriduzione secondaria.

Chirurgia conservativa

La chirurgia conservativa è il metodo ideale da utilizzare per le donne in età fertile in cui il tumore non abbia ancora raggiunto uno stadio avanzato. L’operazione può essere effettuata mediante tecniche robotizzate e poco invasive.

Rispetto alla chirurgia classica, la conservativa può presentare un più alto tasso di recidività del tumore. Ciò implica la necessità di sottoporsi a controlli periodici più frequenti; inoltre, in caso la patologia si ripresenti, sarà d’obbligo effettuare un ulteriore intervento di citoriduzione primaria o secondaria.

Citoriduzione primaria

La citoriduzione primaria serve ad asportare integralmente il tumore nella sua parte visibile. La percentuale di sopravvivenza dipende sia dall’esito positivo dell’intervento, sia dalla quantità restante di tumore non visibile presente nel corpo.

Citoriduzione secondaria

La citoriduzione secondaria viene effettuata sulle pazienti interessate da tumore ovarico recidivo o inizialmente sottoposte solo a sessioni chemioterapiche. Per individuare le nuove formazioni tumorali, sono necessari frequenti screening ematologici, radiologici e clinici.